il tocco del maestro

 

Il tocco del Maestro di Myra Brooks Welch

Era un vecchio violino, e all’asta

non gli diedero molto valore:

così logoro, segnato dal tempo,

nelle mani del banditore.

“Quanto date? mille lire?

Duemila? Facciamo tre?

Tre e uno, tre e due…

Aggiudicato per tre!”

Ma dal fondo della sala

qualcuno si fece avanti:

un uomo anziano, brizzolato,

dagli occhi vivi e penetranti.

Raccolto il violino dal banco,

ne aggiustò le corde un po’ lente,

poi suonò una melodia

che commosse tutti i presenti.

Quando poi la musica tacque

il bando fu rinnovato:

“Quanto date per questo violino,

ora che l’avete provato?”

Un milione… facciamo due!

Due milioni? Sarà tre il suo valore?

Tre e uno… tre e due…

Aggiudicato al signore!

Tra gli applausi, qualcuno chiese:

“Che ne ha cambiato il valore?”

Fu chiara la risposta:

“Il tocco del suo creatore!”

Molti, come il vecchio violino,

hanno un cuore stanco e stonato

che la gente considera di poco valore

perché logoro da tanto peccato.

Ma la stessa gente non riesce a capire

come possa cambiare quel cuore

per produrre un musica così soave

al tocco del suo creatore.

O Signore, io sono scordato:

prendimi tra le tue dita.

Trasformami, crea la tua musica

con le corde della mia vita.

 

Myra Brooks Welch è nota forse soprattutto per “Il

tocco del maestro”, considerato il suo capolavoro

poetico.

Il dott. Hubert Davidson racconta che,

mentre egli si accingeva a tornare a casa alla fine di

una sua visita alla poetessa,

Myra Welch colpì leggermente il braccio della sua

sedia a rotelle e disse:

“E ringrazio Dio per questa!”

Era grata per una sedia a rotelle!

Eppure, prima che Myra Welch fosse costretta ad usare quella sedia,

il suo talento non era ancora stato scoperto.

La Welch decise di permettere al suo handicap di addolcirle

l’animo, invece di amareggiarla.

Fu per lei l’inizio di una nuova, meravigliosa opportunità di servire il Signore!

libertà

E’ facile morire compiendo una nobile azione, fra gli applausi del mondo, con lo squillo delle trombe !

La cosa più difficile è quella di combattere per una causa e sanguinare interiormente senza che nessuno se ne curi !

E’ facile, forse, morire per un sogno con le bandiere che sventolano e perdonare !

La cosa più difficile è seguire lo sprazzo di luce quando si è derisi dal mondo – e continuare a vivere !

* Myra Brooks Welch