salute

29giu

Salute RENI

reni

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1 – Controlla regolarmente la glicemia. 

2 – Controlla la pressione del sangue anche con lo sport

3- Mangia sano e controlla il peso. 

4 – Riduci il sale.

5 – Bevi in abbondanza.

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Mal di Reni

Il mal di reni può dipendere da diverse cause che procurano un dolore che si può localizzare intorno al rene oppure può estendersi anche alla schiena. Le cause possono essere patologiche o non patologiche.

Tra le cause patologiche abbiamo:

  • – calcoli renali;
  • – nefrite;
  • – idronefrosi;
  • – malattia renali policistica;
  • – infarto renale;
  • – cisti renali;
  • – aneurisma dell’aorta addominale;
  • – appendicite;
  • – sindrome del colon irritabile.

Invece tra le cause non patologiche, troviamo:

  • – stress;
  • – traumi sportivi;
  • – incidenti automobilistici;
  • – cadute accidentali;
  • – abuso di farmaci;
  • – gravidanza;
  • – sindrome pre-mestruale;
  • – alimentazione non adeguata.

Reni nella medicina Cinese

Ciò che danneggia i Reni

I Reni sono in salute se l’Acqua può fluire. Il freddo in eccesso può congelare l’acqua, creando stagnazione. Dal punto di vista degli alimenti, ci raffreddano gli alimenti (o bevande) freddi, il cibo crudo (in particolare la frutta).

Ciò che danneggia i Reni sono, inoltre, il sapore troppo dolce (zucchero, fruttosio, ecc), l’eccesso di proteine. Sono entrambi molto Yin, quindi raffreddanti.

Anche mangiare troppo danneggia i nostri Reni.

Può essere utile anche considerare la correlazione di questo organo, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, con altri organi, secondo il  Ciclo di Dominazione e di Nutrimento.

I Reni sono nutriti dall’energia legata al Polmone. Se mangiamo cibi che intasano i Polmoni, non riusciremo a nutrire correttamente l’energia dei Reni.
Inoltre, consideriamo che i reni, insieme a intestino, polmone e pelle, ci aiutano ad eliminare gli eccessi: nel nostro organismo, si comportano come dei filtri.

Poniamo dunque particolare attenzione ai cibi raffinati e grassi (specie quelli saturi), che possono creare muco in eccesso, intasare i polmoni, congestionare il nostro intestino.

Anche il glutine potrebbe contribuire ad aumentare il muco, in particolare se non è da grani antichi (attenzione alle farine cotte al forno).

Da non sottovalutare è il rapporto Reni-Milza. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, l’energia correlata alla Milza domina, controlla quella legata ai Reni. Se la nostra milza è in stato di squilibrio, potrà rischiare di alterare questo equilibrio, generando anche situazioni di debolezza, fino agli attacchi di panico (condizione abbastanza diffusa al giorno d’oggi, in particolare tra le donne). Ciò che manda in squilibrio la Milza sono i cibi molto dolci (zucchero, fruttosio, miele, sciroppo di agave), formaggi, cibi secchi e duri.

Nutriamo i nostri Reni. Rafforziamo il nostro io, la nostra volontà.

1legumi1L’inverno è la stagione in cui è necessario aver particolare cura dei nostri reni, che temono il freddo. In questo periodo cercheremo di evitare, più che in altri periodi dell’anno, cibi tropicali o semi tropicali, cibi freddi. Attenzione anche al crudo (anch’esso raffreddante): non esageriamo e bilanciamolo sempre.

Aiutiamoci con radici e verdure invernali, condimenti fermentati quali miso o tamari, sale di buona qualità (sale marino integrale, da utilizzare con parsimonia), alghe (in particolare le kombu), doppie cotture o cotture lunghe quali gli stufati (nishime).

Nutriamo i nostri reni attraverso i semi (cereali integrali in chicco, legumi – in partiolcare i fagioli), tesaurizziamo le nostre energie.

E la nostra primavera sarà splendente!


18apr

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RIMEDI NATURALI TAZZA DI MARMO

Tra gli usi alternativi del bicarbonato ce ne sono moltissimi relativi all’igiene personale.

Dentifricio e colluttorio. Mettendo una volta a settimana il bicarbonato sullo spazzolino, si può massimizzare la pulizia dei denti e del cavo orale; è meglio evitare, tuttavia, un uso troppo frequente che potrebbe danneggiare lo smalto dei denti. Se invece ne sciogliete 1  cucchiaino in mezzo bicchiere d’acqua, diventa un colluttorio per neutraliizzare l’alito cattivo.

Scrub. Anche il viso può beneficiare di una pulizia fai-da-te a base di bicarbonato che, diluito con acqua e qualche goccia di un olio essenziale, può rappresentare un ottimo scrub domestico.

Bagno emolliente. Leffetto emolliente può essere esteso anche alla pelle di tutto il corpo versando un po’ di questa sostanza nell’acqua della vasca da bagno oppure si può privilegiare la cura dei piedi versando il bicarbonato in una bacinella con acqua tiepida per un efficace pediluvio.

Deodorante. Si può anche ricavare un deodorante fai-da-te, applicando direttamente la polvere di bicarbonato sotto le ascelle e sui piedi. Oppure preparate una miscela con 2 cucchiaini di questa sostanza e 1 bicchiere d’acqua, lasciate riposare 24 ore e trasferite in un contenitore spray da spruzzare sulle parti.

 

Cattivi odori del frigo e della casa. Si possono assorbire e neutralizzare con l’impiego di una soluzione a base di acqua e bicarbonato. va benissimo anche per eliminare l’odore spiacevole di cipolla e aglio dalle mani sfregando un composto ottenuto con 3 parti di bicarbonato con 1 parte d’acqua. Anche aggiunto (1 cucchiaino) al sapone liquido svolge un’azione antiodore.

Argenteria, caffettiere e teiere. Una pasta costituita da 3 parti di bicarbonato ed 1 d’acqua cosparsa sull’argenteria, sulla caffettiera o altri oggetti in alluminio o metallo da pulire, permetterà di renderli brillanti. Risciacquate con acqua tiepida ed asciugate bene.

Pulizia del forno. Se volete togliere le incrostazioni di grasso dal forno, l’ideale è spargere con il bicarbonato l’interno del forno e spruzzare dell’acqua calda; lasciare così tutta la notte e poi pulire con una spugna umida.

Pulizia dei pavimenti. Potete sostituire i detergenti preparando nel secchio una soluzione di acqua calda e 1 bicchiere di bicarbonato.

pulizia soffione doccia

Ecco gli usi alternativi del bicarbonato: la pulizia del calcare nella rubinetteria

Pulizia del bagno. Per disincrostare e far brillare il lavello, i sanitari e le piastrelle, spargete della polvere di bicarbonato e strofinato con un panno umido. Se poi ci aggiungete del sale fino, sarà una crema abrasiva perfetta.

Pentole e piatti. Per pulire meglio e più facilmente pentole e piatti, versate nell’acqua 1 cucchiaio di bicarbonato. Anche disciolto nel detersivo ne potenzierà gli effetti.

Pulizia dei mobili. Sui mobili laccati lucidi o opachi, una passata delicata di una spugnetta con una manciata di bicarbonato permetterà di pulirli perfettamente. Risciacquate ed asciugate con un panno pulito.

Bucato in lavatrice. Nel detersivo liquido destinato alla vaschetta dedicata al detersivo, sciogliete 1 cucchiaio di bicarbonato. Perfetto nemico per gli odori e il calcare calcare dalla lavatrice. E’ ottimo anche per il bucato dei bébé e per il prelavaggio dei pannolini lavabili: immergeteli in una bacinella d’ d’acqua calda va disciolto mezzo bicchiere di bicarbonato.

LEGGI ANCHE: Tutto quello che si può fare con il bicarbonato in casa!

Attrezzatura sportiva. Per pulire le attrezzature sportive ed eliminare gli odori da zaini e borsoni da palestra si può spargere in polvere, ma può essere utile usare una pasta ottenuta con acqua e bicarbonato che passerete con uno spazzolino per gli oggetti più sporchi.

Pulizia di grasso e olio. Le macchie di grasso e olio possono essere eliminate con del bicarbonato e strofinato con una spazzola umida.

 

 



15nov

Ingredienti che ci stanno rovinando ma non lo sappiamo

Chi tra i nostri lettori ha deciso di intraprendere un vero e proprio cammino verso una maggiore consapevolezza alimentare conosce bene quante e quali insidie possano nascondersi dietro gli alimenti confezionati e di produzione industriale, spesso eccessivamente ricchi di sale, zucchero e grassi, tanto da spingere alcuni governi verso la [...]
Chi tra i nostri lettori ha deciso di intraprendere un vero e proprio cammino verso una maggiore consapevolezza alimentare conosce bene quante e quali insidie possano nascondersi dietro gli alimenti confezionati e di produzione industriale, spesso eccessivamente ricchi di sale, zucchero e grassi, tanto da spingere alcuni governi verso la [...]
Chi tra i nostri lettori ha deciso di intraprendere un vero e proprio cammino verso una maggiore consapevolezza alimentare conosce bene quante e quali insidie possano nascondersi dietro gli alimenti confezionati e di produzione industriale, spesso eccessivamente ricchi di sale, zucchero e grassi, tanto da spingere alcuni governi verso la [...]
Chi tra i nostri lettori ha deciso di intraprendere un vero e proprio cammino verso una maggiore consapevolezza alimentare conosce bene quante e quali insidie possano nascondersi dietro gli alimenti confezionati e di produzione industriale, spesso eccessivamente ricchi di sale, zucchero e grassi, tanto da spingere alcuni governi verso la [...]
Chi tra i nostri lettori ha deciso di intraprendere un vero e proprio cammino verso una maggiore consapevolezza alimentare conosce bene quante e quali insidie possano nascondersi dietro gli alimenti confezionati e di produzione industriale, spesso eccessivamente ricchi di sale, zucchero e grassi, tanto da spingere alcuni governi verso la [...]

Chi tra i nostri lettori ha deciso di intraprendere un vero e proprio cammino verso una maggiore consapevolezza alimentare conosce bene quante e quali insidie possano nascondersi dietro gli alimenti confezionati e di produzione industriale, spesso eccessivamente ricchi di sale, zucchero e grassi, tanto da spingere alcuni governi verso la proposta di tassare quei cibi ritenuti maggiormente dannosi per la salute.

E’ ormai un dato di fatto: alimentazione scorretta e malattie del benessere sono strettamente correlate. La prevenzione è la regola principale ed essa non può che passare attraverso abitudini alimentari realmente corrette, che dovrebbero prevedere una drastica eliminazione dei seguenti cinque ingredienti raffinati d’uso comune.

1. Zucchero bianco 

Lo zucchero raffinato è tra i maggiori imputati dell’insorgere di quelle che vengono definite come malattie del benessere: diabete, obesità, problemi legati al metabolismo, ipertensione, danni a livello del fegato. Secondo studi recenti, lo zucchero raffinato sarebbe da considerare tra le cause che ogni anno provocano la morte di 35 milioni di persone, con particolare riferimento al diabete ed alle malattie cardiocircolatorie. Il consumo di zucchero bianco sarebbe triplicato nel corso degli ultimi 50 anni ed andrebbe drasticamente ridimensionato. Esso, sia che venga derivato dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, per assumere il candore che noi tutti conosciamo, subisceprocedimenti di raffinazione che comprendono l’impiego di calce, zolfo e carbone animale, oltre che di coloranti utilizzati per eliminarne i riflessi giallognoli. Lo zucchero risulta in questo modo impoverito sia dei minerali che delle proteine presenti nelle materie prime di partenza. Anche lo zucchero greggio viene trattato con zolfo, ma in seguito non subisce processi di decolorazione. Alternative: Tra i sostituti dello zucchero raffinato possono esservi la stevia (non lavorata industrialmente), lo sciroppo di riso, il succo concentrato di mela o uva, lo sciroppo d’acero o d’agave.

2. Farina00 

La farina 00 rappresenta spesso l’ingrediente di base di numerose preparazioni sia casalinghe ed industriali. E’ sufficiente aprire qualsiasi comune ricettario per rendersi conto di come tra gli ingredienti per la preparazione di una torta casalinga, che dovrebbe dunque risultare più “sana” rispetto ad un prodotto confezionato, via sia per la maggior parte delle volte la farina 00, cioè la più raffinata tra le farine in commercio. Tramite i processi di raffinazione questo alimento perde purtroppo gran parte del proprio contenuto nutritivo, con particolare riferimento al germe contenuto nei chicchi, ricco aminoacidi, Sali minerali e vitamine del gruppo B ed E. Gli effetti negatici dell’impiego abituale di farina 00 nella propria alimentazione sono stati posti in luce dal Professor Franco Berrino, ex direttore del Dipartimento di medicina predittiva e per la prevenzione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e consulente della Direzione scientifica. Egli sottolinea come provochi un aumento della glicemia e il conseguente incremento dell’insulina, fenomeno che nel tempo porta ad un maggior accumulo di grassi depositati e ad un indebolimento generale dell’organismo, rendendolo maggiormente esposto nei confronti delle malattie, tumori inclusi. Alternative: la farina raffinata può essere sostituita da farina integrale o semi-integrale (farina di tipo 2). Meglio ancora ricorrere a farine artigianali acquistate nei molini e macinarsele in casa con apparecchi appositi.

3. Sale

La notizia è recentissima. In Italia il consumo di sale è ancora eccessivamente elevato e ben superiore a quanto raccomandato da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Mentre non si dovrebbero mai superare i 5 grammi di sale al giorno, il suo consumo nel nostro Paese sarebbe quasi il doppio. L’eccessivo consumo di sale è legato all’insorgere di malattie cardiovascolari è può incidere negativamente su situazioni già presenti di ipertensione. Gli esperti confermano che riducendo il consumo di sale si potrebbe evitare la morte di almeno 26 mila persone ogni anno. E’ necessario anche sottolineate che la tipologia di sale che si decide di utilizzare sulla propria tavola non è da sottovalutare. Alternative: Se, da una parte, è possibile evitare un consumo eccessivo di prodotti confezionati molto ricchi di sodio, dall’altra si potrebbe sostituire il comune sale da cucina con del sale integrale (sale marino integrale, sale rosa dell’Himalaya), che, a differenza del sale ottenuto industrialmente, presenta, oltre al cloruro di sodio, un contenuto da non sottovalutare di sali minerali come calcio, magnesio, potassio, ferro, rame e iodio.

4. Olio di Palma 

Ecco un altro ingrediente onnipresente in numerosi alimenti confezionati sia dolci che salati. L’olio di palma, quando non indicato come tale, potrebbe nascondersi comunque dietro la sibillina dicitura in etichetta di “olio vegetale” o “oli vegetali”. Urge in questo senso, a tutela dei consumatori, la diffusioni di indicazioni maggiormente chiare all’interno delle liste degli ingredienti presenti sulle confezioni degli alimenti. L’olio di palma è ritenuto dannoso per la salute per vie del suoelevato contenuto di grassi saturi, che può raggiungere anche il 50% nel caso dell’olio di palma derivato dai frutti e l’80% nell’olio di palmisto, derivato dai semi. Ad un’alimentazione eccessivamente ricca di grassi saturi, si lega un maggiore rischio di contrarre malattie cardiovascolari. Dal punto di vista ambientale, la produzione di olio di palma contribuisce purtroppo alla deforestazione di aree dal valore naturalistico inestimabile, comprese antiche foreste pluviali. Alternative: Per evitare l’olio di palma sarebbe necessario controllare con attenzione le liste degli ingredienti, diffidare da snack, merendine, piatti pronti e creme spalmabili industriali e passare all’autoproduzione casalinga degli stessi, utilizzando oli più equilibrati, come l’olio extravergine d’oliva o oli vegetali biologici spremuti a freddo.

5. grassi idrogenati 

La diffusione dei grassi idrogenati nei prodotti industriali va spesso di pari passo con quella dell’olio di palma. Margarine, merendine alla crema, piatti pronti già conditi, surgelati e prodotti da forno di vario tipo possono contenerne. La loro presenza è sempre indicata in etichetta, quindi è sufficiente porre attenzione a ciò che si acquista per fare in modo di evitarli il più possibile. I rischi per la salute relativi ai grassi idrogenati sono legati alla loro capacità di aumentare i livelli del colesterolo LDL e di diminuire quelli del colesterolo HDL, considerato “buono”. Un’alimentazione che prevede un consumo disattento di grassi idrogenati può rendere i vasi sanguigni meno flessibili ed influire negativamente sulla pressione del sangue. I grassi idrogenati sono ottenuti tramite un processo di lavorazione degli oli insaturi, che mira ad ottenere grassi di consistenza differente, a seconda degli impieghi industriali. Si ottengono così dei grassi insaturi, anche denominati “grassi trans”, la cui presenza nella dieta è stata legata alla comparsa di ictus, arteriosclerosi e malattie coronariche. Altenative: come sopra.

 


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La ricerca del Vanderbilt Institute of Chemical Biology sui topi di laboratorio. Gli studi clinici sull’uomo potrebbero aprire la via alla creazione di un innovativo farmaco contro i disturbi dell’umore NEW YORK - E’ stata scoperta una nuova potenziale strategia per trattare l’ansia. Punta sugli inibitori modificati chimicamente dell’enzima COX-2, capaci di attivare endocannabinoidi naturali nei topi, senza effetti collaterali gastrointestinali. Gli endocannabinoidi sono molecole naturali di segnalazione che attivano i recettori dei cannabinoidi nel cervello, gli stessi stimolati dalla marijuana, presenti anche nel sistema gastrointestinale e in altre parti del corpo e conosciuti per svolgere un ruolo importante nella modulazione dello stress e dell’ansia.

Gli inibitori “substrato-selettivi” sono stati sviluppati da un team di ricercatori coordinato da Lawrence Marnett del Vanderbilt Institute of Chemical Biology e riescono ad aumentare i livelli degli endocannabinoidi, senza effetti collaterali non solo gastrointestinali, ma anche cardiovascolari. Gli studi clinici sull’uomo dovrebbero iniziare nei prossimi anni e potrebbero aprire la via alla creazione di un innovativo farmaco contro i disturbi dell’umore e gli stati ansiosi. L’indagine è stata descritta su Nature Neuroscience.

Se questi gli inibitori funzioneranno anche sugli esseri umani, senza effetti collaterali, potrebbero aprire la strada a nuove cure per il trattamento dei disturbi dell’umore e d’ansia. ” A questo punto abbiamo aperto una porta che ci apre nuovi campi di ricerca  – spiega Sachin Patel, professore di Psichiatria e di Fisiologiae Biofisica Molecolare - Per ora abbiamo appena scalfito la superficie di questo settore di ricerca”.

“Noi pensavamo di sapere tutto quello che c’era da sapere sugli inibitori modificati chimicamente dell’enzima COX-2, – ha spiegato Lawrence Marnett, direttore del Vanderbilt Institute of Chemical Biology e coautore dello studio - .Ora l’approccio utilizzato dal team di Vanderbilt è un modo molto potente per aiutare a progettare la prossima generazione di farmaci. Nei prossimi anni inizieremo a lavorare su questi medicinali”.

 

http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2013/08/05/news/ansia_-64321323/?ref=fbpr